Diga foranea, approvato il finanziamento fino a 57 milioni di euro. Bagarre in consiglio regionale

Sono stati 17 i voti a favore (centrodestra) e 12 quelli contrari (centrosinistra e M5S)

Il provvedimento, in considerazione dell’esigenza della copertura finanziaria necessaria per realizzare e completare la seconda fase della nuova diga foranea del porto di Genova, opera di interesse nazionale, autorizza la giunta a concedere un contributo aggiuntivo, nell’esercizio 2025, a favore dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale fino ad un massimo di 57 milioni di euro, il 4% del costo totale.

A copertura dell’investimento la Giunta nel 2025 potrà ricorrere all’indebitamento nell’importo massimo di 57 milioni ulteriori di euro, alle stesse condizioni di tasso e durata, rispetto a quelli autorizzati dal Bilancio di previsione della Regione Liguria per gli anni finanziari 2024-2026. Il contributo è concesso quale contributo “marginale” per cui la Regione riduce il proprio apporto grazie ai ribassi realizzati dopo l’affidamento dell’appalto della seconda fase dell’opera fino, appunto, al valore di 57 milioni.
Alessandro Piana, vice presidente della giunta, attualmente presidente ad interim perché il presidente Giovanni Toti è ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta per corruzione e falso, ha detto che il progetto attuale è un seguito di un decreto legge del 2018, attuato in conseguenza del crollo del ponte Morandi, che individuava le opere strategiche per il rilancio di Genova e della portualità nazionale. Questo progetto è stato ribadito come opera commissariata nel 2021 con un altro decreto legge.
Attualmente, si stanno rispettando gli impegni presi con il Ministero delle Infrastrutture e il MEF, l’autorità portuale e la stazione appaltante, nonché con il commissario straordinario Bucci, figure giuridiche ancora attive oggi. Durante la discussione, il capogruppo della Lista Toti Bozzano è stato interrotto dal consigliere Ferruccio Sansa, che ha paragonato l’opera alla diga del Vajont, scatenando una vivace reazione in aula. I consiglieri del centrodestra hanno reagito duramente, accusando Sansa di speculazione e ricordando le vittime del disastro. L’opposizione, sostenuta dal M5S, ha rincarato la dose con il capogruppo Fabio Tosi che ha ricordato il crollo della diga di Nizza nel 1979, che provocò undici vittime. Sia Sansa sia Tosi hanno espresso preoccupazione per il presunto rischio di crollo dell’opera a causa dell’instabilità del fondale marino fangoso, dove venerdì sarà posizionato il primo cassone subacqueo in cemento armato.
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